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Chi è Carl Burckhardt?

Definito da alcuni il padre della scultura moderna svizzera, Burckhardt è un artista poliedrico: pittore, scultore e critico d’arte. Nato a Lindau (ZH) e scomparso a Ligornetto, formatosi a Basilea e a Monaco con frequenti soggiorni romani, ha lasciato notevoli testimonianze nello spazio pubblico e si è cimentato, anche sul piano teorico, con il rinnovamento della scultura nel nostro Paese.

© Nachlass Carl Burckhardt
© Nachlass Carl Burckhardt

Nato a Lindau (ZH) nel 1878 ma cresciuto a Basilea, Burckhardt realizza per la città renana alcune delle sue più significative opere destinate a spazi pubblici. Il celebre architetto Carl Moser ne riconosce e incoraggia il talento e coinvolge lo scultore in tre grandi progetti: la chiesa di San Paolo a Basilea per il cui portale Burckhardt nel 1903-05 realizza un rilievo, il Kunsthaus di Zurigo dove tra il 1908 e il 1914 esegue cinque metope e due statue, e infine la stazione badese davanti alla quale scolpisce le fontane del Reno e della Wiese (1914-21).

Nel 1920 l'artista si trasferisce, per ragioni di salute, a Ligornetto, dove vive fino alla morte, avvenuta nel 1923. Qui coltiva legami di amicizia con altri artisti, tra cui Hermann Scherer e Albert Müller, e lavora a opere fondamentali quali l'«Amazzone», il  «San Giorgio» e il  «Danzatore», oltre a dedicarsi alla pittura, come attestano una serie di dipinti (esposti in mostra) che raffigurano i paesaggi del Mendrisiotto e scene di vendemmia.

A differenza degli scultori neoclassici dell'Ottocento, vincolati agli stili e alle forme dell'antichità, Burckhardt rielabora i soggetti in una chiave del tutto originale. La sua arte è tesa a creare un moderno senza tempo o, per dirla con parole sue, «qualcosa di appena nato», di «attuale, di appena sbocciato che non ha passato». Nell'arco della sua produzione, la forma naturale si traduce in una più semplice forma spaziale: in un progressivo processo di liberazione e purificazione, Burckhardt si concentra sulla forma plastica, elaborandone una sintesi personale. Di questa evoluzione danno conto in modo compiuto le numerose opere in mostra.

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